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Questo è un blog scritto (per ora) a quattro mani e quattro piedi.

noi giochiamo qui

 


5 settembre 2006

INTRUSIONE... eh eh eh




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27 giugno 2006

AMARCORD #2

PREGHIERA DEL MARTEDI' di marcello (dicembre 2002)

Dio, Allah, Manitù,
che siete nei cieli, nei mari e nei campi di calcetto
siate la mia guida, portatemi alla vittoria!

La Vostra grazia conduca:
il mio piede a colpire di collo pieno,
come San Mimmo ci insegna,
il mio corpo a fare repentine finte
meglio di come a San Luca e San Alessandro messi insieme riesca,
la mia mente ad essere determinata
come le Madonne  che giocano con noi insegnano.
Oh Beate Vergini Camilla Charlotte Adele Adolfo e Nadia
Pregate per me, misero calciatore popolare!  

E quando sono davanti a quel demonio del portiere avversario
Concedetemi l'onore di avere il tiro più potente di San Rodolfo Meridionale.
E se la palla è alta
Che io la possa colpire di testa come San Antonio Latino
Datemi la visione di gioco di San Fabrizio da Primavalle
E che la palla si incolli al mio piede come a quello di San Roberto da Milano,
E se mi trovo sulla fascia,
Dio Allah e Manitù
Concedetemi di far meglio delle giocate di San Victor da Bruges.
Ma datemi anche la grazia di correre a lungo
Come San Riccardo Latino faceva quando era giovane.

E infine Vi prego:
o Dei nell'alto dei cieli, proteggete il mio misero corpicino mortale da Satana Massimiliano da Ostia!

Sia fatta la Vostra volontà
Amen




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27 giugno 2006

AMARCORD #1

Report della partita del 20/11/02


Procura della repubblica di Cosenza
Rapporto investigativo

In data 20 XI c.a. il sottoscritto brigadiere marcello biocca si recava presso il luogo di riunione degli indagati, sito in lungotevere flaminio 67, avendo avuto precedente informativa mediante intercettazione (autorizzazione tribunale n° 123/02) di numerosi messaggi telematici avvenuti nei giorni precedenti.

Gli indagati si radunavano giungendo a piccoli gruppi o singolarmente e poi si travisavano ad imitare giocatori di calcetto. Sono state notate magliette sovversive inneggianti al Kurdistan e alla Radio Città Futura, nota sede sovversiva romana legata a circoli anarchico-insurrezionalisti.
Dall'indagine effettuata risulta evidente che trattasi di copertura di riunione sediziosa per il tramite di accadimento sportivo. Gli indagati risultavano altresì impegnati in scontri personali miranti a raggiungere la dirigenza della banda sovversiva che si sta costituendo.

Si annotano pallonate intenzionalmente scagliate sulla faccia della componente femminile. Gli indagati erano particolarmente attenti alla discussione intorno al "cambio portiere" che è un evidente copertura delle decisioni sul rinnovo delle cariche dirigenziali della banda e a "rimessa laterale" che dovrebbe essere il codice per indicare azioni armate sovversive contro istituzioni dello stato.

La divisione in due gruppi denominati "squadre" risultava molto poco equilibrata, ad indicare le reali intenzioni degli indagati che non pensavano all'azione sportiva in quanto tale.
Si presuppone che le "squadre" corrispondano a due distinte correnti di pensiero sovversivo.

In una prossima informativa verrà fornito l'elenco completo degli indagati.
Si chiede proroga intercettazioni messaggi telematici a mezzo computer e si propone richiesta autorizzazione immediata all'intervento delle forze dell'ordine.




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31 marzo 2006

L'ALTRA SERA AL PIGNETO

 Che la partita potesse finire con la vittoria dei Luca-opponents (Lo) era chiaro fin dall'inizio.
 Non perché i Luca-supporters (Ls) fossero davvero inferiori calcisticamente. Ma perché è stato lo stesso Campioncino a mettere le mani avanti quasi subito, dicendo: "Forse le squadre sono un po' squilibrate". Già lì c'era l'ammissione di una difficoltà, la sua.
 Più avanti, quasi alla fine della partita, il Campioncino l'ha ammesso esplicitamente: "Marcello, torna tu, io sto a mori'". Il risultato è affidato alla storia: 14-11 per i Lo.
 Perché, nonostante i molti calciatori capaci nelle nostre fila, ammettiamolo, e nessuno s'offenda: spesso, molto spesso, troppo spesso, il Campioncino fa la differenza.
 A propoito di differenza. Un'altra ammissione: Rodolfo ci ha ingannato a dovere. Dopo essere venuto costantemente a giocare per una serie di volte di seguito, facendoci sorprendere per la frequenza, mercoledì ci ha fregato come al solito: non è venuto, e neanche ha avvertito. Era prevedibile, ha detto qualcuno. No, invece. E in questo sta la sua grandezza da simpatico cazzone materese.
 E parlando di fantasmi, di spettri, l'altra sera mi è sembra to di vedere Marino (qualcuno coglierà la citazione laziale?). L'ho visto per un attimo, coi contorni incerti, sfocati, mentre si precipitava sulla rete, maledicendosi per aver sbagliato un tiro. L'ho visto apparire e scomparire, come un ologramma, mentre correva imprendibile. L'ho visto risollevarsi dopo una caduta, stanco ma saldo. Poi, un secondo dopo, mi sono sfregato gli occhi e non c'era più.
Infine, questa partita era dedicata ufficialmente a Pietro Gasbarrone, nuovo arrivato dei Pulcini del Calcetto Popolare (riaguri a mamma e papà e Iacopo)
 Fatta questa fin troppo lunga e insolita premessa, le pagelle.
 
 [Lo]
 Stebaldo: incisivo, nonostante il ginocchio gli dia qualche problema (si profila all'orizzonte un nuovo caso Fabrizio Fontana? O è la maledizione di Marinonkamon e il Malleolo Maleficarum che fa effetto?). Segna diversi gol. Aspira un po' troppo a fare il Pinturicchio del Pigneto, forse. Si segnalano vistose maniglie dell'amore, a cui si attaccano più facilmente di prima gli avversari.
 Alessia: ormai calata nel ruolo di malata cronica, tossicchia spesso. In campo esita, si distrae. Si piazza in un angolo ad attendere la palla. Ha conosciuto giornate migliori. Se resta così, è pronta pel Sanatorio.
 Camilla: il cuore gettato oltre l'ostacolo, insieme con la milza. Potrebbe essere più furbetta (del qurtierino pignetino), perché si capisce che certe tecniche le apprese da tempo dal coniuge Riccarducci, ex gloria calcistica del Littoria Alalà Soccer Club. Come quando conscia del pericolo blocca il pallone con le mani appena fuori area.
 Esteban: enorme, anche quando scivola vistosamente in area avversa (ma era rigore?). Costruisce azioni, continua a ingannare gli avversari col solito balletto (si gira, si gira, si gira e poi si libera: niente di complicato, solo che è alto, e dunque ti copre la visuale). Ama le azioni geometriche e collettive, più che i virtuosismi individulaisti (starei per dire rutelliani, da sintome del distinguo) di Stebaldo.
 Giorgio: il ragazzo si è fatto notare subito. No., non per i gol opportunamente e lestamente assestati agli avversari, ma perché è "carino", hanno commentato le signor(in)e in campo.  Gianni, stai attento, se non torni perdi terreno. Comunque è difficile ancora dare un giudizio certo su Giorgio. Ha giocato, e bene. Ma tornerà?
 Massimiliano: in mezzo alla solita manica di cazzate (continua a guardarsi i piedi, confonde Lorena con Alessia, sbaglia la valutazione sulle distanze dei calciatori), in difesa si conferma provvidenziale, almeno, in più di un'occasione.
 
 [Ls]
 Luca: basta. Con tutta la sviolinata iniziale volete pure un giudizio?
 Marcello: sorprendente. Assente per stetimane, torna in preda ad attivismi che lui stesso aveva dimenticato. Cala nella seconda metà, anche perché trascinare in giro quella panza è come portare Zoe in braccio per un'ora. Ti vengono i musicoli, ma ti sfondi la schiena. La prossima volta, comunque, urge controllo doping (anche perchè in questi giorni Marcello sta anche pulendo la nuova casa che ha acquistato con la sua Lei di lui).
 Charlotte: urla, smadonna, spinge ma non convince. Le manca il controllo palla, nonostante gli assist di Luca. Però si segnala almeno per un bel tiro in porta.
 Francesco: il problema qui è psicologico. Si vede che Francescone è succube di Luca. Lo chiama, lo invoca, lo cerca, gli passa la palla pure se è su posizione inutilmente arretrata, lo aspetta e perde l'attimo utile per segnare. Così non va. Deprogrammatelo. Ridategli fiducia. O abbattetelo.
 Mimmo: Mimmo Ufo Robot c'è sempre. Non conosce fatica, corre a velocità bionica, si getta oltre l'ostacolo e anche l'avversario, è galante con le signore in porta. Nel rimettere il pallone in campo dà luogo al famoso paradosso einsteiniano: è più veloce della luce, e dunque prende il pallone ancora prima che sia stato calciato fuori, ormai. Non si sposta solo nello spazio, ma anche nel tempo.
Ecco. Se poi qualcuno gli desse una regolata alle fette, evitando di farlo tirare sempre fuori porta, sarebbe perfetto.
 Lorena: insidiosa e brava, nonostante la sua squadra le rovini spesso il gioco, tirandole palloni imprendibili. Lei però invece di prendersela con i compagni, o al limite col destino cinico e baro, fa autocritica. Troppo. Troppo spesso. No, Lorena non è colpa tua. E' colpa della società.
 [pop]




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12 gennaio 2006

PAGELLE AL MALLEOLO

CAERM

 

Camilla – C’è una mischia da fare? C’è bisogno di una donna che placca? Di combattere una petite bataille? Eccola là, sulla verde frontiere africana, in un rovesciamento di sensi e di ruoli contro l’agile Bo. Finisce accartocciata sul corpo dell’altro, ne prende le forme, e poi guarda dal basso verso l’alto, con occhio colpevole, pensa: ho forse esagerato? Oltre gli arresti cardiaci sugli avversari, allinea con piacere intese parallele, convergenze intrinseche, movimenti sotterranei con Alessia. Non crede alle grida di Malleolo.

 

Alessia – Sguiscia dai laghi bianchi del silenzio lungo le linee selvatiche del campo, incrocia di testa cespugli di mirto e rose, torce bacche e stringe con i denti ortiche, sino a pungere col piede la palla imprevista nel buio della difesa avversaria. Muove le gambe nell’acqua per sfocare le intenzioni nel gioco di terra, di aerei rientri si ciba, elude le luci di fuoco dei pensieri con tattiche ermetiche. Strappa sorrisi di tregua. Insoddisfatta scambia ruoli coi compagni.  Non crede alla caduta di Malleolo.

 

Esteban – Accavalla corse rampicanti con plastici trampoli per gamba, e lustra le scarpe per adiacenti passaggi in attacco, come nei rapidi scambi dall’angolo per cogliere la decisa e improvvisa presenza nell’area avversaria. E torna ancora, torna, torna senza indugio in difesa, a coprire vuoti, a bloccare incursioni, a sudare lì dietro: bianco sacrificio riflesso nelle concavi lenti degli occhi bruni. Stupito dei fatti, guarda Malleolo dall’alto.

 

Riccardo – D’incertezza batte il cuore. Alterna slanci a ritirate, così per il campo ironizza sulle prevedibili incursioni nemiche. Divertito e scontento si estenua in rigide posizioni sulla fascia destra. Ritenta e scambia con altri compagni tattiche di gioco. Offre ma non cede passaggi impensati. China le ginocchia su corpi feriti (crede e non crede al franto Malleolo). Sdrammatizza sempre.     

 

Marino – Mai urlato in vita sua con una tale intensità. Una di quelle grida che ammutoliscono gli stadi nel timore di aver perso un grande campione per un’intera stagione. Un grido disperato e rabbioso con l’anima che si svuota di ogni pensiero meschino, rimane solo il dolore. E la cosa più buffa - anche questa mai capitatagli in vita sua - è che chi gli sta intorno continua a ripetere: non è niente, non è niente. E lui con le lacrime agli occhi. E loro: non è niente. Voci di lattice che non vorresti sentire. Chiusi stretti gli occhi vorrebbe sprofondare in un altrove, perdersi sul fondo verde del campo, agganciarsi ad un passato remoto e non far più ritorno. No, non è per lui. Risale pian piano dal buio sino alla luce. Pensa a domani. Pensa a se stesso.

 

SSBL

 

Stebaldo – Frizzante di giallo e di verde pimpante, indossa la samba sul petto, anche se allunga tanghi coltelli sull’orbita dell’occhio calante, quasi un cupo preannuncio delle funeste azioni che compie a ritmo di bossanova. Con tozza eleganza esplicita tronchi colpi di palla, s’affanna coi quatto altri suoi compagni per il campo, ché perdere non vuole. Teso in salita tenta il tutto per tutto, ma col piede ad uncino aggancia Marino, all’estremo inferiore della tibia. Ah! Che Serpe Malleolo!  

 

Sara – Precipita per un foro sottile nel campo di gioco, quasi un viaggio in un altro mondo, di cui non conosce per bene la lingua. Palleggia parole e liscia buone intenzioni. S’agita per gli scarti, per le scale non finite, per i barattoli sottovuoto, lì dove l’anima s’addensa in pesanti silenzi, tanto da far emergere dal fondo insopportabili e mute strida di dolore. Nulla, null’altro di una combinazione sbagliata, di un conto che non torna: doveva stare con la squadra da cinque. Gli eccessi di gioco dicono molto più di quello che non dicono.

 

Bo -  Cesella col piede da bisturi ritmi e passaggi. Volteggia, corre, scatta come se fosse su uno schermo del cinema, e noi tutti a guardarlo con incerto piacere, misto fra l’accettazione e l’attesa che la palla torni a girare. Gesti e sorrisi sistemati sulla chioma perfetta, di chi cerca di essere a posto, di non lasciarsi cogliere impreparato su quel che si vede.

 

Lorenzo – Un genio, lo abbiamo sempre saputo. Non è infatti un caso che qualcuno lo chiama Leonardo. È un uomo di scienza concreta, un inventore di soluzioni. Cosa ha fatto? Dopo la frattura dell’oramai famoso Serpe Malleolo, mentre una danza scettica volteggiava intorno al ferito, quest’uomo – a cui va la nostra riconoscenza – quest’uomo, nelle solitarie lande del Pigneto, è riuscito a trovare del ghiaccio da poggiare sulla Noce del piede del povero Marino. Bravo!

 




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15 dicembre 2005

UNA GRAN BELLA PARTIA (finì 12 a 10, per le cronache)

RBCCLM (hanno vinto)

Rodolfo: è tornato il Sasso di Matera, ed è sempre il Re Leone. Certo, ogni tanto gli manca aria - nel senso di ossigeno nei polmoni, non di gioco largo e spazioso - ma c’è, è presente, non molla, no pasaran, el pueblo unido jamas sera vencido. Con Bo ha creato un nuovo tandem, sarebbe interessante metterli alla prova con El Niño de los Ogm…

 

Bo: Ieri “Oh Shit” non lo diceva Bo, ma Camilla, sedotta (calcisticamente, Ricca’, che hai capito?) e abbandonata da un match all’altro, e messa davanti alla scoperta, dura, che giocare con Bo o contro Bo it’s not exactly the same, ma’am. Però, definire un giocatore – e più in generale una persona – soltanto in relazione ai suoi avversari non dice tutto, non completa. Bo ieri ha segnato, ripetutamente. Ha palleggiato con estro. Ha difeso con forza. Hasta la victoria.

 

Carla: Signore e signori, questa donna la sa lunga. E’ venuta col fare innocente, di chi non tocca la palla da un bel po’, modesta, quasi remissiva. Ma in difesa è un bulldozer (anche negli scontri fisici, posso confermare, essendole finito addosso per errore). Ha salvato in corner tante e tante volte. Da tenere d’occhio. Sarà costante?

 

Charlotte: Nella sua nuova tuta nuova fiammante color Chupa Chupps (la definizione è di Riccardo), con nuovi scarpini ai piedi, la signorina Merde ieri aveva una grinta da Pantera. Qualcuno ha ipotizzato il doping. Efficace nei contrasti, un po’ meno nella mira.

 

Lorena: Forse il Natale, forse la fine dell’anno, forse la sera umida, però la Signorina Lorena quella sera pensava ad altro. E’ chiaro, giocare a pallone sa, scatta rapida e smarca ben, ma ieri era c’era qualche pensiero lontano nel vento.

 

Massimiliano: sopperisce con l’orgoglio alla tecnica e con la massa grasso-muscolare all’abilità negli marcamenti. Ma ha fatto un bel partitone, anche senza segnare e pur se spesso è impreciso.

 

 

SSCREL (non hanno vinto)

Stebaldo: La verità? La verità è che va in puzza (qualcuno spieghi a Bo che vuol dire). Tutto il resto è mancia.

Sara: Graffiante, anche grazie alle scarpe nuove. Ogni tanto fa la furbetta del quartierino, ed è competitiva come un adolescente con lo scuter truccato che je fa’ na piotta, ma s’è appassionata, e migliora costantemente.

Camilla: Corre, corre, corre, corre, corre, tira, tira, tira, tira, passa, passa, passa, smarca, smarca… ma poi c’è Bo.

Riccardo: Come ho già avuto modo di dire, esimi colleghi, il Riccardo è un animale che va a stagioni. L’ultima stagione era acciaccato, dolorante, lagnosetto, spesso assente, autoindulgente. Quest’ultimo periodo invece è pimpante, insidioso, fisico, perfino (no, non scherzo) s-i-m-p-a-t-i-c-o con gli avversari. I misteri della natura.

Esteban: zitto zitto, t’arriva sempre sotto porta, e manco a dire che non lo noti per la statura o il portamento. Poi magari c’ha sfiga e non conclude, però c’è (o ce fa?). Il suo ginocchio un po’ meno, ma tanto oggi la chirurgia fa miracoli.

Lorenzo: Lorenzo (che insiste di chiamarsi Leonardo, ma tanto lo sappiamo tutti che non è vero) è esuberante, si vede che, al pari delle signore che fanno ginnastica la mattina con le cassette di Jane Fonda, s’è studiato un po’ di tecniche calcistiche col videoregistratore e la stop motion, però non finalizza tanto quanto vorrebbe. Ma si diverte.




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1 dicembre 2005

UNA PARTITA PER UOMINI VERI. ANCHE CERTE DONNE LO SONO, IN FONDO

10 a 5, 5 contro 4. Si riassume in questi due confronti numerici, se volessimo restare freddi, la cronaca di ieri sera. Più che freddi, umidi, vista la quantità d'acqua di cui era intriso il campo, e che ha finito per inzuppare anche le scarpe dei giocatori, lasciate stanotte ad asciugare accanto ai caloriferi...

LECMR (vincitori)
Esteban, che pur è montatore, è stato il vero regista della partitella, nonché lo stuntman, con alcuni spettacolari voli alla rincorsa della palla. Talvolta andati a buon fine, talvolta no, ma il talento c'era sempre. 
Lorena. E' tornata, oh, se è tornata. A volte i tiri sono imperfetti, ma è stata fuori dal giro per un po', come Tommasi. Ogni tanto impreca, ma contro se stessa.
Charlotte. Modestamente, si vede che è la fidanzata di Massimiliano. Ha assunto gli stessi modi aggraziati per stoppare gli avversari, o meglio l'avversaria, Camilla. Pennella interventi, tampona attaccanti, vanifica azioni leggera come una pugna e cattiva come un cigno affamato (i cigni sono cattivi, se non ci credete è perché non ne avete mai visti di veri negli stagni, incazzati neri).GRande partita.
Massimiliano. E' tenero, nella sua violenza di banlieue. Chiede sempre scusa, anche quando non t'ha colpito. Imbarazzante per gli avversari il gol che gli è toccato segnare, con quella porta desolatamente vuota.
Riccardo. Quest'uomo, fratelli, è rinato alla fede del calcetto. Si vede che è stato anche a Lourdes, perché non accusa più dolori e dolretti, ed è tecnico, oltre ad avere occhio di lince. In tre anni ha perso un bel po' di capelli, ma non la grinta. Comprategli almeno un calendario delle vecchie tibetane, allora.

SSBC (sconfitti)
Sara. S'è montata la cabeza. Ha segnato un gol, è molto migliorata, molto, è vero (si vede che qualcuno la allena a casa, facendole trascurare il pianoforte), però non ce la farà mai a eguagliare l'indimenticato Uomo Invisibile Adolfo, piazzato sempre vicino alla porta per cogliere con infamia la palla da trasformare in rete, in barba alle regole sul fuorigioco. Impreca, ma con Stebaldo.
Stebaldo. E' partito male, perché eravamo in 9 e non in 10 e lui ha pregiudizi da calciatorello. Per lo stesso principio, non uscirebbe mai con una bella figa a cui però manca un orecchio, supponiamo. O lo farebbe di malavoglia. Dunque s'è tirato la sfiga da solo, e ha macinato spesso a vuoto, anche se s'intuisce sempre che è bravino. Un consiglio, per esperienza personale: meglio passare più spesso alla fidanzata, anche quando farà cazzate. Fa bene alla coppia.
Bo. Mister "Oh Shit" è un uomo fantastico. Non solo è caruccio, divertente e gioca molto bene, ai livelli di un Luca, quasi, ma è la generosità in persona (più di Luca). Non vuole segnare, non gli interessa, non è importante, o così importante. Vuole realizzare belle azioni. Per fortuna nostra, dunque, ha sempre servito delle gran palle a Camilla. Se fossi in Riccardo comincerei a farmi un po' di domande, ma magari è solo stima intellettuale.
Camilla. A lei va il titolo di "Sturm und Drang" dell'anno, con le sue tempeste magnetiche di calci, col pallone che vola col sangue e con la sabbia, con i rumori della fatica umana amplificati come in un home theater di qualità, di qualità (Figaro...), coi colpi di testa. E' il calcio come si giocava negli anni 60, in bianco nero. Ma che soddisfazione, anche quando si sbagliava.




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1 dicembre 2005

la scrittura e la differenza

La cronaca della tenzone di iersera risente dell'assenza di personaggi importanti e fondativi dunque alla loro più o meno espressa vena intellettuale è dedicata. Dunque la citazione del famoso libro di Derrida (quello che in molti hanno avuto sul comodino senza riuscire a passare il primo capitolo) però era l'epoca del decostruttivismo rampante, dunque "Derrida si portava" direbbero al baretto. Si decostruiva il pensiero, gli edifici e il buon senso. Poi è arrivato Osama e ha rimesso le cose a posto. Ma bando alle ciance, ecco la cronaca della partita.
Ci si sfida in cinque contro quattro. Dunque grandi spazi a disposizione. Ha la meglio chi li occupa in maniera stanziale, senza smania di grandezza o singulti poetici. In questo i maestri sono la coppia Charlotte-Max (Maginot) con Esteban a fare perno (ricucitore) e Riccardo forse nella migliore prestazione stagionale (prezioso). Grande ritorno di Lorena (la differenza).
Tra i perdenti spicca la prestazione in positivo di Sara (emergente, segna il primo gol della sua fulgida carriera) e in negativo di stebaldo (inconcludente). Camì fa quel che può e perde il senno senza diventar furiosa come quello (paziente). Bo (la scrittura) tesse trame, disegna archi di cerchio, schizza ghirigori sulla tovaglia ma non lascia il segno.
E perde pur indirettamente il duello con Lorena. La scrittura e la differenza. (s.b.)

- a camì la responsabilità della traduzione in flick brit




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25 novembre 2005

PAGELLE

GMSAE

Gianni 7 – aspira a diventare direttore di una orchestra elettronica. chiede disciplina a marino. chiede ad Alessia di non muoversi troppo. più che ordinare è cmq meglio persuadere. organizza abbastanza bene, nonostante gli indisciplinati. 

Marino 5 meno – se mangiato un rigore. non se lo perdonerà mai. almeno sino alla prossima partita. calo brutale nel finale.

Sergio 6 – penna bianca ragiona e gli piace passare la palla. in porta fa la sua parte. qualche grammo di timidezza anche se non si vede.

Alessia 6 ½  - alcuni ottimi passaggi. e due bei goal.

Esteban  7 – presente, presente, presente.

 

RCLBM

Riccardo 5 – affetto suo malgrado da colpi celesti. anche giacobbe lottando contro dio nel fiume jabbok fu preso, scorrettamente (sì, un dio scorretto), fu preso per le palle.

Camilla 6 ½ - canali, sottopassaggi, buchi, manca solo un po’ di precisione nel tiro, quando sta per colpire sbilancia il corpo.

Luca 6 – sino in fondo lui stesso

Bo 6 – innamorato della palla, innamorato di un oggetto.

Marcello 5 – lo chiamano “silenzio”. uomo di poche parole e di pochi fatti in campo. Non disdegna tiri precisi in porta, se capita. è cmq fuori allenamento.

 

ASLS

Amed 6 ½ - bravo portiere.

Stebaldo 6 ½ - concentrato col l’occhio sguincio alle posizioni in campo della sua cara amata. Sembra non guardarla ma la segue sempre con costante attenzione. Spesso con l’occhio basso, a non farsi vedere, senza il peso di uno sguardo diretto 

Leonardo 7 meno – forza incontrollata, sragiona con la palla al piede

Sara 6 ½ - esordio al buio (in realtà è la sua seconda presenza, più decisa e convinta della prima). non segue sino in fondo le intenzioni segrete dei passaggi stebaldiani. Però a volte si fa trovare al posto giusto.




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17 novembre 2005

PAGELLE

CMLML (hanno perso. Uffa!)

 

CHARLOTTE  6 - lacci sciolti come ghiaccioli laterali ma ben resistenti al tempo. altri caloriferi sopraggiungono nella trama di gioco. picchi di raspa con l’enzima. rasoterra.

MASSIMILIANO 6 ½ - enzima proteico che accelera le reazioni chimiche all’interno delle cellule di gioco,  accenni di entropia in alta pressione, con attimi di smarrimento nel corpo a corpo.

LUCA 6 ½ - lacerti di vittorie passate stingono la sua magliette di gioco, sbiadite sostanze non corrispondono bene alle esecuzioni presenti. oltremare in attesa.  

MARINO 2 - fuori fuoco, in discesa, con slittamenti e perdite varie, quasi una segreta catabasi.

LORENZO 5 - glabre corse glassate di gianduia poi disciolte in vapori roditori fuori del rettangolo di gioco. consumi in eccesso.

 

RCBSN (hanno vinto. evviva!)

 

RICCARDO 7 - neghittoso nascosto nefrologo dei reni altrui in difesa, mormora da marito il marrano, oleodinamici interventi sulla fascia. pellegrino del goal.

CAMILLA 8 - pelagia lei, con i suoi piedozzi tentacolari, illumina un set impossibile con colpi stagionati e poco ragionati.

BO 7 ½ - idillio contagioso fra la palla e il piede, irreversibili passaggi finali, semplici complicazioni, risultati confermano la breve diagnosi.

STEBALDO 6 meno -  inciprignato sulla palla con allunghi matriciani, languidi spaghetti pepati sull’interno destro. Rientri brodosi.

NADIA 6 ¾ - senza negligé. corazzata oltre ogni possibile finta cosmesi femminile, impatta decisa oltre l’ovvio, del resto ama i sensi ottusi.




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